Benvenuto nel sito del giardino storico

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XXXVI CORSO DI AGGIORNAMENTO SUL GIARDINO STORICO E SUL PAESAGGIO CONTEMPORANEO
GIULIANA BALDAN ZENONI POLITEO 2026
Aspetti storici, paesaggistici, letterari, architettonici, economici, botanici e ambientali  
 
GIARDINI E PAESAGGI RACCONTANO LA STORIA: LA MEMORIA COLONIALE NEL PRESENTE  
 
dedicato a LUIGI ZANGHERI
e al suo prezioso magistero sull’arte del giardino e sul paesaggio
 
 
 
GIOVEDÌ, 5 MARZO 2026, ore 17-19 online,
piattaforma ZOOM dell’Università di Padova
 
Padiglioni dell’Africa orientale italiana, Prima Mostra Triennale delle Terre Italiane d'Oltremare,
Napoli, 1940, illustrazione, catalogo della mostra.
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano
 
La relazione illustra la storia, le caratteristiche progettuali e il patrimonio botanico della Mostra d’Oltremare di Napoli, evidenziandone il valore come esempio unico di integrazione tra architettura e paesaggio.
 Realizzata tra il 1938 e il 1940 come esposizione coloniale, l’opera fu concepita come grande sistema unitario in cui il verde non svolgeva mera funzione ornamentale ma strutturale, definendo spazi, prospettive e scenografie insieme agli edifici.
Nonostante le distruzioni belliche, l’abbandono e le trasformazioni successive, il parco conserva ancora oggi un patrimonio vegetale straordinario per varietà, rarità e maturità degli esemplari. 
Lo studio descrive la ricchezza floristica originaria, con decine di migliaia di alberi e arbusti appartenenti a centinaia di specie tra mediterranee ed esotiche, selezionate sia per funzione scenografica che per il loro valore evocativo delle terre d’oltremare.
 La conclusione sottolinea come la qualità della progettazione agronomica e realizzativa abbia consentito al sistema vegetale di resistere nel tempo, dimostrando che un progetto botanico ben pianificato può superare trasformazioni storiche e architettoniche, rendendo il verde protagonista durevole dello spazio urbano.
Rosa Stefanelli
 
Agronoma di lunga esperienza nel settore del verde pubblico e storico, ROSA STEFANELLI ha dedicato oltre trent’anni della propria attività professionale alla tutela, progettazione e valorizzazione del patrimonio vegetale urbano e paesaggistico. Dal 1980 al 2018 ha prestato servizio presso il Servizio Giardini del Comune di Napoli, ricoprendo ruoli di responsabilità nella gestione del verde di diverse municipalità cittadine — tra cui la 1ª, la 3ª e la 10ª — e coordinando importanti realtà come il Parco Virgiliano, la Villa Comunale e i vivai municipali, oltre al settore addobbi floreali istituzionali. Nell’ambito delle sue funzioni ha svolto attività di verifica della stabilità degli alberi, redigendo perizie tecniche autorizzative per gli abbattimenti.
Accanto all’attività amministrativa e tecnica ha sempre portato avanti un’intensa attività progettuale, firmando interventi di realizzazione e riqualificazione di alberate, parchi e giardini, con particolare attenzione all’equilibrio tra estetica, sostenibilità ambientale e identità storica dei luoghi.
Parallelamente si è dedicata alla divulgazione ambientale e alla formazione, ideando e conducendo progetti educativi rivolti a scuole e istituti penali, tra cui il carcere di Secondigliano e il carcere minorile di Nisida, con l’obiettivo di diffondere la cultura del verde come strumento di crescita civile e sociale.
Ha curato l’organizzazione di manifestazioni, mostre e convegni dedicati al paesaggio e alla botanica, contribuendo alla promozione della sensibilità ambientale e della qualità del verde urbano.
Dal 1985 è socia dell’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini, di cui è Delegata Regionale per la Campania.
Nel corso degli anni è stata chiamata a far parte di prestigiose giurie internazionali di concorsi florovivaistici, tra cui Euroflora, il Premio Roma per le nuove varietà di rose, il Concorso internazionale nuove rose di Monza, il Premio “Obiettivo Qualità” del Mercato dei Fiori di Ercolano e il Concorso internazionale per la rosa rifiorente di Genova.
Profonda conoscitrice del genere Rosa, è esperta rosaista e cura personalmente una collezione privata di rose che rappresenta il cuore della sua passione botanica.
 

MASSIMO VISONE è docente di Storia dell’Architettura presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove insegna anche Storia e teoria del paesaggio al Master di II livello sui Paesaggi a rischio. Il progetto di paesaggio nei territori vulnerabili. È membro del Centro interdipartimentale di ricerca sull’iconografia della città europea e del Centro interdipartimentale di ricerca per i beni architettonici e ambientali e per la progettazione urbana. È membro di varie associazioni e istituzioni nazionali e internazionali, quali Icomos/Ifla. È stato invitato per lezioni in varie Università italiane e straniere. Organizza e cura mostre, è membro di comitati scientifici e di redazione di riviste scientifiche e di collane editoriali. Partecipa a gruppi di ricerca nazionali e internazionali. È autore e curatore di varie pubblicazioni riguardanti l’iconografia urbana, il paesaggio e il giardino storico e le politiche di tutela dell’architettura del Novecento.

 
CONSIGLI DI LETTURA 
 
Pietro Andrea Saccardo, Di Domenico Vandelli e della parte ch’ebbe lo Studio padovano nella riforma dell’istruzione superiore del Portogallo nel Settecento. Notizie raccolte da P.A.Saccardo, manoscritto digitalizzato, Archivio dell’Orto botanico dell’Università di Padova: https://phaidra.cab.unipd.it/detail/o:477024
 
Cristina Castel-Branco (editor), Botanic Gardens of Ajuda, Lisbona, Jardim Botânico da Ajuda 1999
 
Joâo Brigola, Il naturalista padovano Domenico Vandelli (1735-1816) e la creazione di Musei di Storia naturale e giardini botanici in Portogallo, 2003.
 
Giacomo Savorgnan di Brazzà, Giornale di viaggio (1 dicembre 1883- 31 dicembre 1885), a cura di Elisabetta Mori e Fabiana Savorgnan di Brazzà, Firenze, Olschki 2008
 
Paolo Cornaglia, Budapest architettura, città e giardini tra XIX e XX secolo, Celid Torino 2013
 
Alberta Campitelli, Ville e giardini d’Italia tra natura e artificio, Milano, Jaca Book 2019. In particolare il capitolo, I giardini di collezioni, pp. 291-323
 
Massimo Visone, Il parco della Mostra d’Oltremare: un giardino storico nel panorama internazionale, in La Mostra d’Oltremare nella Napoli occidentale Ricerche storiche e restauro del moderno, a cura di Aldo Aveta, Alessandro Castagnaro, Fabio Mangone, Napoli, editori Paparo 2021, pp. 299-309. © 2021 FedOAPress – Federico II University Press – Università degli Studi di Napoli Federico II 
 
Beatrice Falcucci, “Il progetto di una completa e ordinata esplorazione del territorio”: collezioni e
saperi coloniali negli istituti, erbari e giardini botanici italiani da Romualdo Pirotta a Giuseppe Vedovato, in Archivi e Patrimonio agrario. Conferenza Internazionale, Firenze 6 - 7 Settembre 2021,
a cura di Annantonia Martorano e Marco Napoli, Lucca, Civita Editoriale 2022
 
Amitav Ghosh, La maledizione della noce moscata. Parabole per un pianeta in crisi, Vicenza, Neri Pozza Editore 2022
 
Paola Caridi, Il gelso di Gerusalemme. L'altra storia raccontata dagli alberi, Milano, Feltrinelli 2024
 
Lauro Marchetti, Memorie di Ninfa, Vincitore del Premio Campiello Natura 2025, Torino, Allemandi 2024
 
Giuliana Tomasella (a cura di), Collezioni coloniali in Italia e nel contesto europeo: persistenze e trasformazioni, Firenze, EDIFIR 2025
 
 
 
 

Gli articoli-guida della Costituzione per chi ha veramente a cuore il sistema terra+natura+animali+uomini 

ARTICOLO 9, COSTITUZIONE ITALIANA
“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.” www.senato.it  
 
ARTICOLO 41, COSTITUZIONE ITALIANA
“L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali.” www.senato.it