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XXXVIII CORSO DI AGGIORNAMENTO SUL GIARDINO STORICO

"GIULIANA BALDAN ZENONI-POLITEO - 2018

Aspetti letterari, storici, filosofici, architettonici, economici, botanici e ambientali

 

La parte del selvaggio. Miti e figure della natura senza l’uomo

 

giovedì 18 GENNAIO, ore 16.00
 aula A, Complesso Didattico di Biologia e Biomedicina Fiore di Botta,
 via del Pescarotto 8, Padova
 

La parte del selvaggio. Miti e figure della natura senza l’uomo. Introduzione

SERGE BRIFFAUD  PASSAGES UMR 5319 du CNRS - Ecòle Nationàle Superiérieure d'Architécture et du Paysage de Bordeaux

ANTONELLA PIETROGRANDE  Gruppo Giardino Storico Università di Padova 

 

JEAN HENRY ZUBER, New Harbour in Singapore, Watercolours and Drawing, 1865, Collezione privata
 fonte Pinterest, immagine ridotta 
 
 

La lezione introduttiva si propone di mettere a fuoco i principali temi – teorico-culturali, storici, ambientali, di progettazione paesaggistica – che verranno affrontati dai vari relatori negli appuntamenti del corso. L’obiettivo è quello di un’esplorazione intorno al tema del «selvaggio» che oggi, più che mai, affascina. Errante tra le rovine della sua modernità, minacciato dalla crisi ecologica globale, l’uomo occidentale vive il paradosso di un’attrazione irresistibile per una natura che, ai suoi occhi, pare essersi liberata di lui, ritornando alle origini. Questa ricerca di natura «pura» si traduce, su scala planetaria, nell’evoluzione delle politiche di conservazione ambientale e nel trionfo della rinaturalizzazione, con il moltiplicarsi delle riserve naturali integrali. Si afferma la ricerca di una «piena natura» che coinvolge sempre più le pratiche turistiche e del tempo libero, contrassegnate dal desiderio di una immersione dei corpi in luoghi dove restaurare le energie perdute e fondersi con ciò che incarna l’assolutamente altro. Il paesaggio è oggi uno degli spazi culturali in cui questo sogno di “inselvaggimento” si esprime in modo privilegiato. Ciò accade, in particolare, nelle sistemazioni urbane che pongono le città di fronte al loro inverso selvaggio, finora sfuggito o rifiutato; lo stesso vale per i giardini che mettono in scena il ritorno a una naturalità perduta. La natura selvaggia, in quanto costruzione culturale, è presente in ogni epoca e per dispiegarsi ricorre a immagini, concetti e racconti in cui ogni volta s’incarna.

SERGE BRIFFAUD ha conseguito il dottorato in Storia e ha insegnato presso l'università di Tolosa. Attualmente è ricercatore a PASSAGES, laboratorio del CNRS francese, ed è docente presso la Scuola Nazionale Superiore d'Architettura e del Paesaggio di Bordeaux, dove si occupa della formazione degli architetti paesaggisti. Negli ultimi venti anni ha orientato le sue ricerche sulla storia delle rappresentazioni del paesaggio da un punto di vista interdisciplinare, all'incrocio tra arte, letteratura e scienze, dedicandosi in particolare al paesaggio montano. Su tale soggetto ha pubblicato Naissance d'unpaysage. La montagne pyrénéenne à la croisé du regards. XVI-XIX siècle, Toulouse et Tarbe, CNRS et Université de Toulouse-LeMirail, 1994. Ha diretto un gruppo di ricerca di studiosi francesi, italiani e ungheresi, sui siti viticoli di quattro paesi europei inseriti nel patrimoni mondiale UNESCO. Ha anche guidatoun ricerca, riguardante quattro paesi europei (Francia, Italia, Spagna, Svizzera), sullo sfruttamento delle risorse energetiche e sul valore del paesaggio montano dagli inizi del Novecento, integrandone gli aspetti dell'evoluzione visiva con i caratteri dello sviluppo materiale. Con questo approccio si è dedicato in questi anni alla storia delle politiche pubbliche del paesaggio e all'analisi delle nuove attese che si manifestano in Europa in questo campo da qualche decennio.Con Olivier Damée e con Emanuelle Heaulmè ha realizzato una ricerca sui giardini di Chantilly: Chantilly au temps de le Notre. Un paysage en projet, Firenze, Olschki, 2013. Attualmente si appoggia alla sua esperienza di ricercatore per intervenire nell'elaborazione delle politiche del paesaggio, individuando metodi di valutazione e di azione attenti alle dinamiche ecologiche, sociali, paesaggistiche in atto, Con questa preoccupazione sta lavorando all'isola di Réunion dove dirige una ricerca pluridisciolinare sui paesaggi delle savane e sulle esigenze di vita della popolazione. 

ANTONELLA PIETROGRANDE coordina il Gruppo Giardino Storico Università di Padova, occupandosi del progetto scientifico  e dell'organizzazione dell'annuale corso di aggiornamento sulla cultura del giardino e del paesaggio.  Ha pubblicato più di sessanta saggi sulla storia del giardino, in particolare veneto, e il volume I giardini di Reitia. Storia e tipologie dei giardini del Parco dei Colli Euganei, Parco Regionale dei Colli Euganei, 1998. Nelle sue ricerche ha approfondito il tema dei rapporti fra giardino, teatro e letteratura. Ha curato i volumi Il giardino e la memoria del mondo (con Giuliana Baldan Zenoni Politeo), Olschki, 2002, Per un giardino della Terra, Olschki, 2006 e la riedizione (con Gilberto Pizzamiglio) delle Operette di varj autori intorno ai giardini inglesi ossia moderni, Con l'aggiunta del discorso accademico sul giardino di Vincenzo Malacarne, EUT Edizioni Università di Trieste, 2010. Ha coordinato e in parte redatto la sezione dedicata al Veneto del volume L'Italia dei giardini. Viaggio attraverso la bellezza tra natura e artificio, Touring Club Italiano, 2016. Dal dicembre 2017  è membro dell'International Scientific Committee on Cultural Landscapes ICOMOS-IFLA

 

Programma Corso GGS 2018