Benvenuto nel sito del giardino storico

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XXIX CORSO DI AGGIORNAMENTO SUL GIARDINO STORICO E SUL PAESAGGIO CONTEMPORANEO
GIULIANA BALDAN ZENONI POLITEO 2019
Aspetti letterari, storici, filosofici, architettonici, economici, botanici e ambientali
 
 
Dire la storia, comporre col cambiamento. Il paesaggio e il giardino come racconto
dedicato a Emanuela Briani Cagnin, artista di giardini e labirinti
 
 
giovedì, 28 FEBBRAIO 2019, ore 16, Complesso Didattico di Biologia e Biomedicina Fiore di Botta,
aula A, primo piano, via del Pescarotto 8, Padova
 
 Il giardino storico tra conservazione e innovazione
Tavola rotonda con GIUSEPPE RALLO – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Venezia, Belluno, Padova e Treviso;
FABRIZIO FRONZA – Agronomo, Curatore dei parchi di Levico e Roncegno;
coordina MARIAPIA CUNICO – Università IUAV di Venezia
 
foto di Mariapia Cunico
 
Il mio intervento prenderà spunto da una frase di Lorenzo Pinto, pubblicata sul giornale "La Repubblica" di qualche anno fa: "La memoria è duratura se è un racconto ripetuto: racconto, cioè svolgimento narrativo e non rappresentazione di un fatto isolato; ripetuto in quanto abbia un senso al mutare del contesto e delle generazioni".
Penso che anche il giardino debba essere considerato  un racconto ripetuto che trova senso e spessore al mutare del tempo e delle stagioni, relazionandosi ai cambiamenti del contesto, alla presenza o all'assenza di chi se ne occupa, alle generazioni che passano e che l'hanno abitato, lasciando  tracce, episodi, frammenti, capitoli da esplorare e a cui aggiungere nuove "pagine".
Mariapia Cunico
 
L'anfiteatro dopo il fortunale di novembre 2018, Parco delle Terme di Levico,
foto di Fabrizio Fronza
 
 
Il Parco delle Terme di Levico nasce come Kurort, grande parco di cura, alla fine del XIX secolo.
Oggetto di una serie di ricerche e attività conoscitive dal 1999 al 2007 che preludono al progetto di  riqualificazione  coordinato da Mariapia Cunico, che tiene conto delle nuove modalità d'uso, delle nuove acquisizioni documentali e delle mutate sensibilità estetiche.
Per conservare il patrimonio arboreo, garantire adeguate condizioni di sicurezza e per mantenere vivi i principali obiettivi perseguiti dal  progetto di recupero era necessario portare avanti un'adeguata strategia di gestione, un processo che si è affiancato ai cantieri della fase  di recupero ed è continuato nel tempo con alcune linee guida:
- Gestione con personale stabile 
Per garantire una linea di gestione unitaria e continuativa nel tempo si è puntato sul personale interno, affiancato da personale di cooperative cui sono garantite attività di formazione e di addestramento. Si è così organizzata una squadra autonoma, in grado di gestire tutte le operazioni di manutenzione quali potature di arbusti e alberi, abbattimenti, difesa delle piante e gestione dei piccoli interventi di manutenzione a carico di edifici e manufatti.. 
- Sostenibilità ambientale 
Si è avviata la riconversione delle modalità di gestione del verde secondo principi di sostenibilità; in particolare fino all'entrata in vigore del PAN si è fatto uso di  prodotti di difesa previsti nei protocolli dell'agricoltura biologica (a causa delle limitazioni imposte dal Piano agricolo è difficile trovare prodotti biologici registrati per uso verde pubblico; in questo senso allo stato attuale gli enunciati del piano sono stati traditi nelle disposizioni applicative che limitano le possibilità di impiego dei prodotti di difesa fitosanitaria unicamente ai settori d'impiego per cui sono stati registrati)  
I prati sono sfalciati in modo differenziato per privilegiare la biodiversità delle specie naturalmente presenti. Non tappeti erbosi ma prati poco o per nulla concimati con una forte componente naturale
Anche la gestione degli alberi è stata improntata a buone pratiche di sostenibilità.
- Sperimentazione nei tappeti erbosi, aiuole e bordure
Negli ultimi anni sono state completamente riprogrammate le fioriture di due aree a due ingressi del parco di Levico, utilizzando un mix di specie erbacee perenni. Importante la presenza di bulbose che nel parco di Levico sono circa 60.000, sparse nei prati
- Il parco come promotore di iniziative culturali e di formazione
L'individuazione di modalità di "gestione attiva" pel parco è uno dei pilastri su cui si è fondata la nuova strategia di gestione. 
Il parco è stato ed è ancora sede di corsi, in parte gestiti autonomamente e in parte organizzati con soggetti titolati quali enti di formazione, alta formazione e università, ma anche con istituti scolastici in collaborazione con la rete trentina di Educazione Ambientale
- Eventi e manifestazioni
Ortinparco è l'evento che dedicato alle tematiche del "giardino" e dell'"orto" che richiama fra le 10.000 e le 25.000 persone. Un grande contenitore che comprende installazioni temporanee di orti-giardino, didattica, mostre, musica e teatro. In estate altre attività sono programmate nell'ambito del programma di Vivere il Parco, un ciclo di visite botaniche, laboratori didattici per bambini e adulti, e in particolare  concerti nell'anfiteatro naturale 
- Mostre
Villa Paradiso, la storica dimora del direttore del Parco, è ora sede di mostre permanenti. Dal 2013 la mostra Forte pura salubre acqua testimonia la nascita di Levico come stazione termale e la storia del parco delle terme (una realizzazione della Fondazione Museo Storico del Trentino in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Levico Terme e i Servizi Attività Culturali e Conservazione della Natura e Valorizzazione ambientale della Provincia autonoma di Trento, a cura di Francesco Filippi, Fabrizio Fronza, Elena Libardi, Laura Motter e Rodolfo Taiani). È ora in corso la progettazione una nuova mostra: Gli spazi cólti: sguardi sui giardini storici e contemporanei. Storie, immagini, filmati, documenti sui giardini nella storia.
- La delicata fase di ricostruzione dopo la devastazione di ottobre 2018
Nelle giornate dal 27 al 29 ottobre 2018 le Alpi sono state investite da un'ondata di maltempo
eccezionale,  che ha causato gravi danni al patrimonio boschivo. Le raffiche più violente hanno interessato in particolare i settori orientali del Trentino, provocando danni significativi per molti edifici e la distruzione di estese superfici boscate. Anche il parco ne ha risentito pesantemente: 180 sono i grandi alberi caduti, circa tre ettari di aree verdi sono stati danneggiati. In seguito a questo evento si sta elaborando un nuovo progetto per il parco e sta prendendo forma un concorso d'idee per la memoria degli alberi caduti. Con la campagna Adotta un albero prosegue la raccolta fondi per la ricostruzione.
Fabrizio Fronza
 
Nel mio intervento, parlerò dell'acqua come elemento di narrazione nel giardino e del suo ruolo nel progetto di restauro. In particolare, mi soffermerò su villa della Torre a Fumane (Verona) a cui ho dedicato un progetto nel 2017, non realizzato, che ridisegna gli spazi aperti del complesso sia entro i recinti sia all'esterno proprio grazie a quanto rimaneva della struttura idraulica.
Giuseppe Rallo
 
BIOGRAFIE
 
MARIAPIA CUNICO è stata professore associato in Architettura del Paesaggio presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, presso cui lavora come membro del Comitato Scientifico e docente al Master in Architettura del paesaggio e del Giardino. Nel 2018 è stata incaricata dal FAI, Fondo Ambiente Italiano, del coordinamento scientifico del progetto educativo Acqua viva, piattaforma di formazione a distanza per i docenti delle scuole secondarie italiane. Per la Provincia di Trento sta svolgendo la consulenza scientifica per la Mostra/Museo Gli spazi colti, in allestimento a Villa Paradiso nel Parco di Levico Terme. Svolge attività professionale, progettando parchi e giardini storici. Fra le sue ultime pubblicazioni: Paesaggi di villa. Architettura e giardini nel Veneto, con Giuseppe Rallo e Margherita Azzi Visentini, Venezia, Marsilio, 2015; la stesura di numerose schede per L'Italia dei giardini, Milano, Touring Club, 2016.
 
Agronomo specializzato in giardino, ambiente e paesaggio, FABRIZIO FRONZA si è formato approfondendo argomenti tecnici specifici del verde urbano e storico, governo del paesaggio, giardino e beni culturali. Dal 2013 è tecnico abilitato arboricoltore ETT (European Tree Technician).
Lavora come tecnico, progettista e direttore lavori, curatore parchi storici per la Provincia autonoma di Trento. È stato docente a contratto in sette edizioni del Master in Curatore parchi, giardini e Orti Botanici dell'Università della Tuscia, Viterbo. Dal 2014 docente nel Master Paesaggio Giardino dell'Università IUAV, collabora con Osservatorio del Paesaggio Trentino, con STEP - Scuola Territorio e Paesaggio di Trento e con il Gruppo Giardino Storico dell'Università di Padova. È inoltre docente del master di giardino della Nuova accademia del Design, Verona. Nel 2017 ha collaborato con il Master Domus Academy di Milano. Ha inoltre scritto articoli per riviste di paesaggio, risorse naturali e giardinaggio, Natura. Tra le pubblicazioni, Nei parchi del Trentino. Guida naturalistica escursionistica alle aree protette, con M. Tamanini,  prima ed. 1997; la partecipazione all'Atlante del Giardino Italiano 1750-1940. Dizionario biografico del giardino italiano, con la cura di una parte delle schede relative al Trentino Alto Adige; a Monumenti, conoscenza, restauro, valorizzazione, 2012, a Parchi e giardini storici in Trentino: tra arte, natura e memoria, 2016. Con la Fondazione Benetton Studi Ricerche ha scritto un saggio sulla coltivazione del melo in Trentino, in Le foreste dei meli selvatici del Tien Shan per il Premio internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, Treviso, 2016.
 
Laureato a Palermo nel 1982, GIUSEPPE RALLO è stato assunto dal MIBACT nel 1985 a Venezia presso la Soprintendenza (oggi Archeologia Belle Arti e Paesaggio), dove si occupa di tutela dei beni architettonici e del paesaggio. Ha pubblicato saggi e alcune monografie sulle tematiche inerenti il restauro, la conoscenza e la valorizzazione dei beni architettonici, il paesaggio e, in particolare, i giardini storici veneti e italiani.
Ha progettato e diretto numerosi restauri di beni architettonici, di giardini di proprietà statale e di enti pubblici e svolge attività di alta sorveglianza sul territorio di Treviso e il comprensorio asolano.
Ha diretto il Museo di Villa Nazionale Pisani di Stra dal 2008 al 2015 e ha insegnato a contratto presso lo IUAV Restauro architettonico e del paesaggio. Oggi è membro del Comitato Scientifico e professore a contratto presso il Master di II livello dello IUAV su Parchi e Giardini. I suoi restauri e le sue nuove realizzazioni sono state pubblicate su riviste nazionali ed estere. Impegnato nella redazione del piano paesaggistico del Veneto. Ha partecipato e organizzato conferenze, seminari e convegni nazionali e internazionali. Tra le pubblicazioni, il volume edito da Marsilio a Venezia Paesaggi di Villa. Architettura e giardini nel Veneto, con Mariapia Cunico e Margherita Azzi Visentini. Dal 2017 membro dell'ISCCL (International Scientifc Committee for Cultural Landscape).

 

SEGNALAZIONI   

Il punto sul PARCO REGIONALE COLLI EUGANEI/QUALE PARCO?
dopo l'incontro tra istituzioni, associazioni, soggetti di interesse, 11 febbraio 2019.
Volontà generale di COLLABORAZIONE ma punti di partenza diversi, AMBIENTALE e TURISTICO! 
Il riconoscimento comune e realistico come auspicabile punto di partenza: il territorio del parco è in parte riserva naturale, paesaggistica, culturale,
sancita dalla Regione 30 anni fa proprio per offrire una alternativa allo sviluppo della città e delle attività economiche
ed è anche, complessivamente, campagna, lavorata o abbandonata dall'agricoltura, spazio di vita insediativa e produttiva.
L'unica logica possibile: riqualificare CONTESTUALMENTE
nelle componenti ECOLOGICHE, PAESAGGISTICHE e ANTROPICHE e non una a scapito delle altre.
  
 
L'articolo IL CASO DELLA VENDITA DELLA PALLADIANA VILLA EMO AD UN MAGNATE STRANIERO,
 
 
APPELLO per segnalare giardini storici italiani (progetti e opere) in abbandono e sollecitarne la salvaguardia!!
info su www.aaa-italia.org, Associazione Nazionale Archivi Architettura Contemporanea