Benvenuto nel sito del giardino storico

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TUTELA IL PAESAGGIO DELLE MURA DI PADOVA
 
Padova, come altrove in Italia, la gestione istituzionale dei luoghi risulta a volte contraddittoria. Nel nostro caso, ad esempio, riguardo alle mura antiche: Parco lineare delle Mura e delle Acque o spazio ancora edificabile, secondo un processo edilizio distruttivo, cominciato dalla fine dell'800? Spirito ecologico o produttivo? Non è proprio possibile integrarli? Cerchiamo di cogliere finalmente tutte le potenzialità, anche economiche, del paesaggio "curato complessivamente" e non solo con riguardo ai luoghi turistici canonici, isole museo galleggianti tra infrastrutture, edilizie, campagne industrializzate pensate solo come "funzioni"..
 
Per dare la dovuta attenzione a questo luogo che circonda il centro storico di Padova e per auspicarne la valorizzazione a parco, percorribile a piedi e in bicicletta, verde infrastruttura sicuramente apprezzata anche dai turisti italiani e stranieri che coglierebbero inedite prospettive insieme a luoghi suggestivi ora poco conosciuti, possiamo firmare la petizione TUTELA IL PAESAGGIO DELLE MURA DI PADOVA su www.change.org
 
 
INTERVISTA a GIANPAOLO BARBARIOL
 
 
L'area dell'ex caserma Prandina a Padova, durante il sopralluogo del
Gruppo Agenda 21 nella primavera 2019
 
 
Nel corso del 2019, il Comune di Padova ha istituito il GRUPPO TEMATICO AGENDA 21 riguardante l'area ex-Caserma Prandina: tra febbraio e giugno, 99 enti e associazioni cittadine hanno partecipato a 12 incontri, confrontandosi ed elaborando un piano finale di "linee guida" per il recupero e per il riuso dell'area. Nell'ambito di questa iniziativa, il Gruppo Giardino Storico - Università di Padova è stato rappresentato da GIANPAOLO BARBARIOL, Caposettore del Verde Pubblico a Padova dal 2002 al 2016 che, proprio in quegli anni, ha promosso e curato il progetto del Parco d'Europa e del Giardino di Cristallo su un'area di bonifica industriale, lungo via Venezia, all'ingresso est della città di Padova. 
Abbiamo pensato di rivolgergli una breve serie di domande per aggiornarci sul lavoro svolto insieme dalle associazioni padovane e sulle prospettive ecologiche di Padova.
 
Per gli interessati, tutte le informazioni sul programma e tutti i documenti elaborati dal Gruppo si trovano sul sito www.padovanet.it, voce Percorso partecipato di Agenda 21: l'area dell'ex caserma Prandina 
 
Che luogo è la cosiddetta area ex-Caserma Prandina a Padova? 
È un'area demaniale di circa 35.000 metri quadrati, nel settore occidentale del centro storico, posta tra le mura veneziane, Corso Milano e le superfici edificate a ridosso del Tronco Maestro con le chiese di San Benedetto Vecchio e San Benedetto Novello e un tempo occupata da strutture militari (scuderie, cavallerizze, ecc.), gradualmente dismesse. Oggi ne rimangono alcune, anche pregevoli, mentre gli spazi ad orto, brolo e giardino un tempo coltivati dai monaci benedettini sono completamente scomparsi, sostituiti da piazzali, incolti e lembi di vegetazione spontanea, comunque significativi per il loro valore ecologico. 
 
Come viene utilizzata ora? 
L'area dell'ex caserma ora si trova in uno stato di consistente abbandono, se si fa eccezione per una piccola superficie di circa 4000 metri quadrati posta a ridosso di Corso Milano e sistemata a parco giochi dal Comune e di una sala di quartiere nell'edificio adiacente, utilizzate in base ad una vecchia convenzione. Gli edifici sono chiusi e in parte cadenti. Una limitata area con accesso da Via Orsini è attualmente adibita a parcheggio temporaneo. 
 
Hai avuto precedenti esperienze con altri Gruppi Tematici Agenda 21? Se sì, i relativi programmi di linee guida elaborati dai soggetti coinvolti – associazioni e cittadini – sono stati poi adottati dalle amministrazioni comunali di riferimento? 
Durante la mia carriera ho partecipato a numerosi gruppi tematici di Agenda 21 e, in particolare, a quelli che hanno trattato la realizzazione o la modifica di parchi pubblici. Ricordo i processi partecipativi realizzati per l'ampliamento del parco Milcovich dell'Arcella e per definire il futuro del Parco del Basso Isonzo. Nel primo caso, gli indirizzi elaborati da Agenda 21 hanno consentito una progettazione più attenta e portato all'attuale situazione, nel secondo invece si sono prospettati sviluppi solo in parte realizzati. 
 
I cittadini padovani sono a conoscenza del lavoro svolto dalle associazioni riguardo all'area Prandina? Sono previste eventualmente attività specifiche di comunicazione per interessarli a questa tema comunitario? 
Se si fa eccezione per gli articoli comparsi sulla stampa locale o in alcune riviste online come Ecopolis di Legambiente, che ne hanno parlato in più occasioni, l'impressione è che manchi un'informazione diffusa. Ho sentito parlare di una fase in cui il Comune sarebbe interessato a consultare i cittadini ma non ne conosco i termini. A mio avviso è sicuramente importante sentire l'opinione dei padovani e soprattutto far prendere loro coscienza delle grandi opportunità offerte da questa parte della città.
 
C'è forse un atteggiamento mentale diffuso, imperniato sulla contraddizione tra il bisogno conclamato di verde ricreativo e l'esigenza di mobilità automobilistica nell'esercizio della vita quotidiana. Del resto, è significativo che le associazioni non abbiano trovato un punto di convergenza comune proprio sul ruolo dell'area o di una parte dell'area a parcheggio… 
Il gruppo era eterogeneo e sono emerse le contraddizioni tra visioni diverse che non sono riuscite a fare sintesi. Si deve comunque registrare che un folto gruppo di associazioni culturali e ambientali ha sviluppato un sentire comune sui temi del recupero e riuso in senso sostenibile degli spazi. 
 
Quali sono le vocazioni emergenti dell'area? 
Il lavoro finale prodotto dal gruppo mette in risalto una vocazione multifunzionale legata a diversi servizi: verde pubblico e agricoltura urbana, attività socio-culturali-ricreative, servizi di prossimità. 
L'area ha anche una vocazione urbanistica come luogo di connessione tra il centro storico e la città moderna, a supporto del sistema delle acque e delle mura, dei giardini e parchi storici che contestualmente dovrebbe diventare il “Parco delle mura e delle acque di Padova”. 
A queste si aggiunge una vocazione aggregativa che consiste nel favorire funzioni di relazione tra gli abitanti e chi vive la città, da realizzare attraverso uno spazio aperto e accessibile durante tutta la giornata. 
Infine e come sintesi, si può parlare di un'area di servizio e di valorizzazione della città nel suo insieme.
 
Riguardo alla vocazione definita "verde pubblico", quali riflessioni sono determinanti? 
Il settore occidentale del centro storico appare del tutto privo di una adeguata dotazione di spazi verdi. Inoltre, complessivamente, il centro storico denota una carenza di aree a verde pubblico. Molti spazi sono parcellizzati e andrebbero ricomposti secondo visioni unitarie, capaci di integrare complessivamente i settori della città. Pensiamo, ad esempio, ai casi di alcuni giardini storici e di parchi di nuova generazione che rimangono isolati e frequentati solo per eventi particolari.
Ripeto, avremmo l'opportunità  non ancora colta di valorizzare il sistema dei canali e delle mura rinascimentali da considerare non solo come testimonianze storiche ma come elementi funzionali della città di oggi: serbatoi e corridoi ecologici, rotte ciclabili e pedonali di collegamento tra il centro e l'anello periurbano fluviale, patrimonio a cielo aperto fruibile dai turisti.
Per questo, la destinazione d'uso delle aree della ex caserma Prandina svolge un ruolo fondamentale per lo sviluppo sostenibile di Padova, costituendo finalmente un punto di partenza. La necessità di un vero parco urbano è tanto più sentita, se si pensa al ruolo che gli spazi verdi possono avere nel contrasto ai cambiamenti climatici e nella lotta all'inquinamento. Tenuto conto della situazione critica della nostra città, sarebbe dunque un controsenso destinare l'area Prandina a mega-parcheggio a esclusivo servizio del centro di Padova. 

 

 
SEGNALAZIONI
 
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Dal 5 luglio al 20 ottobre 2019, alla Venaria Reale (Torino) la mostra Viaggio nei Giardini d'Europa. Da Le Notre a Henry James, a cura di Vincenzo Cazzato, Paolo Cornaglia, Paolo Peyrone e Maurizio Reggi, in collaborazione con il Politecnico di Torino - DAD e con lAssociazione Parchi e Giardini Italiani- APGI
 
 
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Appoggiamo il movimento FRIDAYS FOR FUTURE, nato dall'iniziativa della sedicenne svedese Greta Thunberg, che ha mobilitato giovani, adulti e scienziati di tutto il mondo nella manifestazione epocale pacifica GLOBAL STRIKE FOR FUTURE, avvenuta ovunque possibile il 15 marzo 2019, per chiedere ai governi iniziative per tutelare le risorse ecologiche della Terra!
 
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APPELLO per segnalare giardini storici italiani (progetti e opere) in abbandono e sollecitarne la salvaguardia!!
info su www.aaa-italia.org, Associazione Nazionale Archivi Architettura Contemporanea