Benvenuto nel sito del giardino storico

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XXVII CORSO DI AGGIORNAMENTO SUL GIARDINO STORICO “GIULIANA BALDAN ZENONI-POLITEO” - 2017

Aspetti letterari, storici, filosofici, architettonici, economici, botanici e ambientali

Il giardino come gioco: percorsi ludici nel tempo e nello spazio

 

25 MAGGIO 2017, ore 16.00, aula H, piano terra,

Complesso Didattico di Biologia e Biomedicina Fiore di Botta, via del Pescarotto 8, Padova

 

 Giochi, Giardini, Paesaggi: conflitti e convivenze possibili

Tavola rotonda coordinata da MARIAPIA CUNICOUniversità IUAV Venezia

ANDREA MENEGOTTODirettore tecnico Proap Italia, CESARE MICHELETTI e LOREDANA PONTICELLIA²studio projects for and researches into the Alpine space Trento,

PAOLA MUSCARIStudio di Paesaggistica BMB Verona

 

 

pista skate lungo il fiume Tago e il ponte Vasco da Gama, Santiago Calatrava, 1998, Lisbona

L’architettura del paesaggio può essere definita come un insieme di tecniche che si occupano in forma cosciente di processi che fino a prima dell’affermazione della disciplina come autonoma e riconosciuta, si trovavano dispersi e spesso associati ad una costruzione anonima e relazionata ad attività legate alla produzione. In forma non estensiva a livello territoriale, l’architettura del paesaggio è ancora legata all’infrastrutturazione e continua tuttora a fare riferimento alla questione della produzione, nel senso più ampio del termine, come tema centrale. L’esaltazione della questione della produttività dei luoghi rimane centrale, spesso attraverso la sacralizzazione di questa stessa capacità produttiva, nella sua celebrazione di eccezionalità e nell’ostentazione della capacità tecnica, tale da pretendere di ottenere risultati di produzione fuori dall’ordinario. I concorsi internazionali nel mondo dell’architettura e dell’architettura del paesaggio iniziano sempre di più a valorizzare soluzioni di sostenibilità e, anche grazie a giurie sempre più informate, si riscontra la tendenza a provare la reale sostenibilità di queste proposte, ovvero, idee dimostrate dalla efficacia e validità dei processi e non idee basate su elaborati discorsi retorici intorno ad una nozione di sostenibilità chiaramente forzata ed a volte priva di significato. Questa idea di risorse esauribili, associata alla coscienza della scomparsa della ruralità, sia nella produzione legata alla costruzione di paesaggi progettati – parchi, giardini, progetti di paesaggio , sia nelle attività che disegnano il paesaggio in seguito a ragioni specifiche – infrastrutture, agricoltura, selvicoltura, pastorizia , suggerisce nuovi paradigmi. La progettazione paesaggistica si occupa spesso dei luoghi di piacere, del tempo libero e ludici. La filosofia di PROAP riguardo a questi spazi cerca di articolare funzioni e usi per ottenere dei luoghi di maggiore attrattività e ricchezza. Andrea Menegotto

 

 

Inizio del gioco: il Grande UNO - Saent, park game, © P.Sandri.jpg

Reinterpretare una montagna. Val di Saènt, Parco Nazionale dello Stelvio

Il lavoro di ricostruzione dei pascoli alpini estivi di Saènt, devastati da un’enorme frana di versante, diventa l'occasione per pianificare un processo di trasformazione territoriale capace di stimolare l'immaginazione e suscitare nuovo interesse per la natura. L'area de "Il Gioco del Parco" - posta all'ingresso della valle – viene interpretata come una soglia dove provare il graduale passaggio da un approccio urbano alla natura ad un diverso contatto con lo spazio naturale. Questo passaggio è guidato da una serie di giochi - ciascuno pensato in relazione ad un tema che appartiene al mondo naturale di Saènt (le cascate, le fonti ferrugginose, i laghi glaciali, i massi erratici, gli alberi secolari, le rare specie animali ed anche l'evento catastrofico della frana) - con cui il visitatore interagisce fisicamente, sperimentando movimenti e velocità di azione/reazione differenti. A2 Studio

 

 

Complicità e conflitto tra vegetazione e giochi nei parchi a tema. Gli argomenti

Uso della vegetazione

- come gioco in sé (il labirinto, la balena topiata)

- per creare un’ambientazione (i pinguini di Boulder Beach)

- per mascherare l’impatto di una struttura di gioco (il ponte di corda)

Alberi grandi e alberi ‘giocosi’ (Salix matsudana ‘Tortuosa’)

Pronto effetto, manutenzione, precarietà

Privilegi e pericolosità del mestiere di Paesaggista in un Parco a tema (l’inebriante altezza degli scivoli, la gabbia delle tigri) Paola Muscari

 

Mariapia Cunico è professore associato in Architettura del Paesaggio presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, membro del Comitato Scientifico e docente al Master in Architettura del Paesaggio e del Giardino, che si svolge allo IUAV di Venezia. Collabora in vario modo all’attività della Fondazione Benetton Studi e Ricerche di Treviso. Fra le sue ultime pubblicazioni: Paesaggi di Villa, con Giuseppe Rallo e Margherita Azzi Visentini, Venezia, Marsilio, 2015; autore di numerose schede nel libro L’Italia dei giardini, Milano, Touring Club, 2016; Qualche appunto metodologico sul progetto di restauro di un giardino storico: i casi di Villa de Mersi e delle Terme di Levico, in “Parchi e giardini in Trentino: tra arte, natura e memoria”, a cura di Alessandro Pasetti Medin, Trento, 2016.pp.123-130. Negli ultimi cinque anni ha lavorato: come consulente dell’arch. Giuseppe Rallo per il progetto per il Giardino di Palazzo delle Albere a Trento; incaricata, insieme all’arch. Anna Costa di Padova, del progetto di un Giardino pubblico nell’area ex-pattionodromo di Treviso; incaricata, insieme allo studio L+ di Milano e all’arch. Anna Costa di Padova, della sistemazione paesaggistica della nuova Cittadella della Salute dell’Ospedale di Treviso.

Andrea Menegotto, nato nel 1969 a Treviso, si è laureato in architettura nel 1995 presso la Università IUAV di Venezia. L’esperienza formativa dell’Erasmus in Belgio (1994 – Erasmus program presso la KULeuven (B)) lo ha portato a sviluppare interesse per la rete professionale allargata e le collaborazioni internazionali. Dal 1997 al 2011 ha operato nel campo della riqualificazione Urbanistica ed Ambientale, oltre che nella Valorizzazione immobiliare, occupandosi di numerosi Programmi Integrati di Riqualificazione nel territorio italiano. Ha maturato un’importante esperienza nella progettazione territoriale e paesaggistica collaborando dal 2004 con la società PROAP- Estudos e Projectos de Arquitectura Paisagista, Lda diretta da Joâo Ferreira Nunes di Lisbona, ed in seguito fondando nel 2008 PROAP Italia srl. Ha realizzato significative esperienze di progettazione all’estero, tra cui Belgio, Libia, Svizzera.

A²studio (Trento, I) è diretto da Cesare Micheletti, Claudio Micheletti e Loredana Ponticelli. A²studio ha realizzato una vasta gamma di progetti in aree montane, fra cui: infrastrutture alpine, architetture residenziali e ricettive, architettura del paesaggio, pianificazione ambientale, strategi di sviluppo sostenibile, ricerca.

Paola Muscari, nata a Verbania, si dedica alla progettazione di parchi e giardini dal 1980. Dopo il diploma in Landscape Studies all'Università di Edimburgo, apre a Verona uno Studio associato (ora Studio di Paesaggistica BMB). Oltre che di numerosi giardini privati, opere a verde di complessi residenziali, hotel, scuole, case di cura e centri commerciali, si è occupata di progetti per pubbliche amministrazioni tra cui la riqualificazione dei Bastioni e del parco di Castel San Pietro, inseriti nel più vasto piano di valorizzazione e recupero della cinta muraria di Verona. Si è anche a lungo dedicata alla progettazione paesaggistica di grandi parchi a tema tra cui il Parco Acquatico Aquafan, il Parco Oltremare di Riccione, e il Parco-zoo interattivo Zoom di Torino. Numerosi i progetti premiati in concorsi, tra cui il Premio Torsanlorenzo 2005. Ha scritto vari articoli e curato la pubblicazione di Itinerari botanici di Aquafan e recentemente degli Atti del Convegno ‘Paesaggio e Vigneti’. Con Mariapia Cunico ha pubblicato i libri Giardini nell’Isola d’Elba e nel 2012 Arcipelago nascosto, entrambi per le edizioni Olschki di Firenze. Attualmente si sta occupando del progetto di recupero dei giardini nel paese e nelle diramazioni della Colonia penale dell’isola di Pianosa.