Benvenuto nel sito del giardino storico

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XXXVI CORSO DI AGGIORNAMENTO SUL GIARDINO STORICO E SUL PAESAGGIO CONTEMPORANEO
GIULIANA BALDAN ZENONI POLITEO 2026
Aspetti storici, paesaggistici, letterari, architettonici, economici, botanici e ambientali  
 
GIARDINI E PAESAGGI RACCONTANO LA STORIA: LA MEMORIA COLONIALE NEL PRESENTE  
 
dedicato a LUIGI ZANGHERI
e al suo prezioso magistero sull’arte del giardino e sul paesaggio
 
GIOVEDÌ, 16 APRILE 2026, ore 17
online, piattaforma ZOOM dell’UNIVERSITÀ di PADOVA
 
Presentazione di alcuni volumi su giardini storici restaurati coi fondi PNRR Next Generation EU  
ALESSANDRA GALLO ORSI - Direttrice del Castello di Agliè
Residenze Reali Sabaude/Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonte
MARCO FERRARI - Politecnico di Torino Dipartimento di Architettura e Design
SILVANA GHIGINO - Direttrice del Parco di Villa Durazzo Pallavicini di Pegli
ALBERTA CAMPITELLI - vice-Presidente Associazione Parchi e Giardini d’Italia APGI
MARIAPIA CUNICO - Università IUAV di Venezia
coordina GIUSEPPE RALLO - già Direttore del Museo di Villa Pisani a Stra,
docente alla Scuola di specializzazione in restauro-IUAV Venezia
 
 
I giardini, il parco e la tenuta del castello di Agliè 1694-1940. Dall’impianto formale al disegno paesaggistico, a cura di Paolo Cornaglia e di Marco Ferrari, Firenze, Leo S. Olschki, 2025
Il complesso di Agliè costituisce forse il tassello più prezio­so del sistema di palazzi e giardini di corte che circonda l’antica capitale sabauda. Grande residenza dei San Marti­no d’Agliè, poi passata ai Savoia, vede, nei secoli, lo stratifi­carsi di diverse idee di rapporto con la natura, dall’impianto del giardino formale seicentesco d’impronta franco-italiana, alla creazione del parco settecentesco su modelli francesi per mano del parigino Michel Benard, fino alle modifiche paesaggistiche ottocentesche su disegni di Xavier Kurten, a cui seguono gli apporti dei giardinieri Mosè Mauri e Antonio Capello, nonché dell’architetto Luigi Canina. Le ricerche effettuate hanno fornito una grande quantità di nuovi documenti e disegni, consentendo finalmente di scrivere la “vera sto­ria” di uno dei più complessi episodi del sistema delle Residenze Reali Sabaude. Ad Agliè, infatti, ogni intervento si lega ai precedenti, modificando ma anche confermando alcuni punti saldi, pur in una visione innovata: il risultato è un’eredità di relazioni raffi­nate tra palazzo, terrazze, giardini, parco e tenuta, gestite da scaloni, scalinate, rampe, fontane, punti di vista e prospettive. Un patrimonio ricco e perfettamente conservato, illuminato dal fascino intatto delle epoche che ha attraversato.
 
Silvana Ghigino, Il parco nascosto. Villa Durazzo Pallavicini a Pegli, ARTESCIENZA, nuova edizione, 2025
A Genova Pegli esiste dal 1846 un parco paesaggistico-romantico straordinario, costruito per volere del marchese Ignazio Alessandro Pallavicini su progetto dell’architetto e scenografo Michele Canzio. Un parco realizzato per essere una esperienza filosofica esoterica che il marchese voleva offrire e condividere con un pubblico scelto e ristretto e che poi ha deciso di aprire a tutti.  Un giardino bellissimo, arroccato su una ripida collina prospicente il mare, pensato come un viaggio all’interno di un racconto scenografico che riecheggia la struttura del melodramma ottocentesco e che supporta riflessioni profonde. Forse il marchese e il suo architetto erano affiliati alla massoneria in questo momento storico intriso di lotte risorgimentali e di aneliti romantici; certamente credevano con ferma volontà che solo un riavvicinamento alla Natura avrebbe potuto salvare l’umanità eternamente in lotta con se stessa e sempre più lontana dai valori veri dell’esistenza. Il libro Il Parco Nascosto, Villa Durazzo Pallavicini a Pegli, edito dalla casa editrice ARTESCIENZA, è stato scritto dall’architetto e paesaggista Silvana Ghigino, la persona che in totale collaborazione con il collega Fabio Calvi, si è occupata, dagli anni ’80 del secolo scorso ad oggi, dello studio e del restauro di questo bene di 9 ettari che nel novecento era stato abbandonato ad un degrado totale. Si tratta di un libro che ha un compito importante, ossia quello di veicolare i messaggi subliminali che gli autori hanno ‘nascosto’ sulla collina tramite una catena di simboli e composizioni. A partire dall’epigrafe posta sull’Arco di Trionfo che recita: “Abbandona le cure cittadine che ti sono di impedimento all’anima e attraversandomi entra nella Natura che con tutte le sue bellezze saprà elevare il tuo spirito a Dio”, migliaia di alberi e piante esotiche e indigene, architetture monumentali, laghi, ruscelli, fontane, panorami e visuali inaspettate, aiutano il visitatore a compiere un viaggio esoterico che parla proprio di sé stesso. Un viaggio immaginato per l’uomo ottocentesco che oggi risulta perfettamente attuale e necessario. Con questo libro Silvana Ghigino svela a tutti quello che forse il marchese aveva deciso di rendere evidente soltanto ai prescelti, nella convinzione che oggi più che mai sia necessario comunicare a tutti quanto sia importante riavvicinarsi alla forza, bellezza e intelligenza di madre Natura.
 
Vignanello. Il castello, la sua terra, la sua storia, i suoi giardini, a cura di Alberta Campitelli, testi di Alberta Campitelli, Elisa Fochetti, Giorgio Monari, Sofia Varoli Piazza e introduzione di Claudia Ruspoli, Franco Maria Ricci editore, 2025 Il Castello di Vignanello, una tetragona fortezza che domina il borgo, cela sul retro uno dei giardini più stupefacenti e integri del nostro Paese, grazie alla cura costante della medesima famiglia proprietaria che, a partire dai primi decenni del Cinquecento, con intricate vicende di successione, ha visto avvicendarsi prima i Farnese, quindi gli Orsini, poi i Marescotti e infine, dalla fine del XVIII secolo, i Ruspoli. Al magnifico celebratissimo parterre, al giardino segreto, al bosco e al frutteto, si è aggiunto ora il barchetto, recuperato in gran parte grazie ai finanziamenti PNRR, con la sua sistemazione scenografica che era stata interrotta da uno sciagurato intervento di viabilità pubblica e poi abbandonato al degrado per decenni. Questo libro ripercorre oltre cinque secoli di storia in cui si intrecciano storie di famiglia -soprattutto di donne- creatrici e conservatrici, ancor oggi, del giardino.
 
Villa Pisani Bolognesi Scalabrin. Un giardino eclettico nel panorama delle ville venete, a cura di Alberta Campitelli, testi di Maria Pia Cunico, Antonella Pietrogrande, Elisa Fochetti, Lorenzo Grussu, Pietro Paolo Cecchetti, Torino, 2025 L’unicità nel Veneto del giardino che arricchisce la villa Pisani Bolognesi Scalabrin di Vescovana (Padova) costituisce la sua nota dominante. Di probabile origine cinquecentesca, dotato per secoli del classico impianto veneto con brolo attiguo, nell’ultimo decennio dell’Ottocento, il giardino viene trasformato per opera di Evelyn van Millingen, giovane vedova di Almorò III, ultimo erede dei Pisani di Santo Stefano, una delle più prestigiose famiglie dell’élite di Venezia. Aggiornata sul nuovo gusto europeo dei giardini e ispirata dall’Hortus floridus (1614) dell’olandese Crispijn van de Passe – una sorta di ricchissimo catalogo seicentesco di bulbose: crocus, narcisi, giacinti, muscari, tulipani, lilium, fritillarie, iris e altri tipi ancora – Evelina realizza un impianto formale a forma di ventaglio dai complessi parterres fioriti di tulipani, in cui l'elaborato gusto vittoriano si salda alla tradizione del giardino italiano e veneto. A Vescovana però sono due le donne protagoniste di un giardino tutto al femminile. Il gusto e lo spirito di Evelina oggi rivivono nel giardino grazie all’interesse e alle cure di Mariella Bolognesi Scalabrin. Ispirandosi alla passione per le bulbose della contessa Pisani, Mariella ha realizzato veri e propri quadri naturali di pittura impressionista en plein air, di grande effetto per colori e forme, dando vita a una creazione ecologicamente sostenibile e inventiva che non reca danno a questo sito storico, anzi lo abbellisce con una nota di sorprendente contemporaneità. Le bulbose, mescolate all’erba e ai semplici fiori spontanei, creano delle composizioni paesaggistiche inaspettate e sempre diverse.
 
BIOGRAFIE
 
MARCO FERRARI, architetto paesaggista, dottore di ricerca in Beni architettonici e paesaggistici, è docente a contratto di Restauro dei giardini presso il Politecnico di Torino. In qualità di libero profes­sionista, è consulente, progettista e direttore dei lavori per i restauri di diverse realtà afferenti al Ministero alla Cultura tra Piemonte e Campania, tra cui i parchi dei castelli di Racconigi e Agliè, i giardini dei Palazzi Reali di Torino e Napoli, il parco di Villa Pignatelli Aragona Cortés a Napoli, oltre al giardino del Palazzo Dal Pozzo della Cisterna a Torino e al parco del complesso abbaziale della Novalesa. Trattando temi di storia, restauro e conservazione di parchi e giardini storici è autore di pubblicazioni afferenti a molteplici territori di indagine: i giardini delle Residenze Sabaude, l’architettura delle serre e il colle­zionismo botanico tra XVIII e XIX secolo, l’eredità di Pietro Porcinai (1910-1986) in area subalpina, la resilienza al cambiamento climatico nella conservazione dei giardini storici. È vincitore della borsa Robert Klein 2022 offerta dall’Institut Na­tional d’Histoire de l’Art di Parigi e relativa a un progetto di ricerca sulle opere di Porcinai in Piemonte. È iscritto dal gennaio 2020 all’Associazione Pietro Porcinai, di cui è membro del comitato direttivo, ed è referente regionale per il Piemonte dell’Associazione Parchi e Giardini d’Italia dal giugno 2022. Nel 2023 è membro del comitato scientifico della mostra Italia Giardino del Mondo, promossa dal Mini­stero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Tra le pubblicazioni recenti: I giardini, il parco e la tenuta del Castello di Agliè (1624-1940). Dall'impianto formale al disegno paesaggistico, curato insieme a Paolo Cornaglia e pubblicato nel 2025 dalla casa editrice Olschki di Firenze, e Dopo la tempesta. Resilienza al cambiamento climatico nell'arte e nel restauro dei giardini storici, pubblicato da Il Mulino di Bologna nel 2025.
 
SILVANA GHIGINO è architetto e paesaggista, particolarmente interessata al lato più artistico di queste professioni che spesso l’hanno portata ad occuparsi di restauro monumentale. Ha dedicato buona parte della sua vita professionale allo studio e al restauro dei giardini storici tra i quali meritano menzione il Parco di Villa Serra a Comago (GE), Villa Rocca a Chiavari, Villa Borzino a Busalla (GE). Lo Studio Ghigino & Associati architetti si è occupato dal 1992 di tutti i progetti relativi al restauro del Parco Pallavicini e del suo Orto Botanico intitolato alla marchesa Clelia Durazzo. Dal 2016 ha assunto il ruolo di Direttore e Curatore del Parco avendo creato insieme a Fabio Calvi una struttura privata dedicata alla sua conservazione, che ha avuto il parco in concessione dal proprietario, il Comune di Genova. Totalmente convinta che il recupero dei beni storici può avvenire soltanto là dove esiste consapevolezza culturale, dal 2004 insegna Restauro del Giardino storico presso il Dipartimento di Architettura e Design di UNIGE ed è professore di ruolo presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti.
 
Storica dell’arte e dei giardini, fino al 2016 direttore delle Ville e Parchi Storici del Comune di Roma, ALBERTA CAMPITELLI ha curato importanti interventi di restauro di giardini ed edifici nelle ville Borghese e Torlonia e in altre ville minori. Ha creato e diretto il Museo della Casina delle Civette, del Casino Nobile e della Scuola Romana a Villa Torlonia ed il Museo Bilotti a Villa Borghese, ha diretto il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese e, nel 2013 e 2014, il MACRO. Ha organizzato numerosissime mostre curando diversi cataloghi. Partecipa assiduamente a convegni nazionali e internazionali sui temi della conoscenza e della gestione di giardini storici. Dal 2019 al 2022 è stata presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma.
E’ stata nel 2022 presidente della Commissione per l’assegnazione dei finanziamenti PNRR nell’ambito del restauro di parchi e giardini storici, su nomina del Ministero della Cultura. Docente di Gestione dei Musei e del Patrimonio Culturale, Università Luiss, e di Storia e Gestione dei Giardini presso la Scuola di Specializzazione in Beni Naturali ed Ambientali dell’Università La Sapienza. Advisor member dell’ICOMOS-International Scientific Committee for Cultural Landscape, è Vicepresidente dell’Associazione Parchi e Giardini Italiani, è coordinatore per il Lazio di ICOM, presidente del Comitato tecnico Scientifico per i Musei e membro del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici presso il Ministero della Cultura. Fa parte del Consiglio Scientifico dei Giardini di Ninfa-Fondazione Caetani. E’ codirettore della collana editoriale “Giardini e paesaggio della casa editrice Olschki, fa parte del board della rivista Studies in the History of Gardens & Designed Landscapes, e della Commissione per l’assegnazione del premio Campiello verde dedicato alla narrativa su tema giardini, istituito quest’anno.
Nel 2013 ha ricevuto dalla Repubblica Francese l’onorificenza di Chevalier des Arts et des Lettres per la collaborazione culturale tra Italia e Francia.
Tra gli ultimi volumi pubblicati è Ville e Giardini d’Italia. Percorsi nel tempo e nei luoghi tra natura e artificio (Jaca Book 2019) e la ristampa aggiornata di Gli Horti dei Papi. I giardini Vaticani dal Medioevo al Novecento (Jaca book 2021), prima edizione 2009. Nel 2022 ha curato, con Tiziana Maffei e Alessandro Cremona, la mostra Frammenti di paradiso. Giardini nel tempo alla Reggia di Caserta, con relativo catalogo.
 
MARIAPIA CUNICO, già professore associato in Architettura del Paesaggio presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e membro del Comitato scientifico e docente al Master in Architettura del paesaggio e del Giardino. È stata docente presso Università Italiane e straniere e partecipa a Convegni, Mostre e Laboratori didattici. Per la Provincia autonoma di Trento ha inaugurato nel 2020 nella sede di Villa Paradiso nel Parco di Levico Terme, il Museo Spazi colti, dedicato ai Giardini nella Storia dell’Occidente. Fa parte del Tavolo Tecnico che affianca il lavoro dell’Assessorato al Verde del Comune di Padova. Autrice di numerosi saggi e pubblicazioni, sta iniziando una nuova ricerca dedicata alla Forma dell’acqua nel paesaggio palladiano. Fra i suoi recenti lavori professionali: lo Studio storico e la Sistemazione paesaggistica del Poggio Sesta Terra nel Parco delle Cinque Terre e il Progetto di Restauro del Giardino romano delle Grotte a Portoferraio. È in corso di stampa il volume, scritto con Giuseppe Rallo e Margherita Azzi Visentini: L'acqua nel paesaggio di Villa, Marsilio.
 
Dopo la laurea in architettura a Palermo, GIUSEPPE RALLO si trasferisce Venezia dove ha svolto attività di tutela dei beni culturali e restauro per oltre 30 anni nelllocale Soprintendenza per il Veneto Orientale.
Paesaggista e conservatore è autore di numerosi restauri di importanti edifici e giardini storici tra i quali quello del complesso di Villa Nazionale Pisani a Stra, di cui è stato direttore dal 2008 al 2015 e quello del giardino di PalazzSoranzo Cappello a Venezia, oltre a diversi altri interventi e progetti.
Ha pubblicato numerosi saggi e alcuni volumi sui temi del restauro dell’architettura e del giardino, tra i quali I giardini della Riviera del Brenta. Studi e catalogazione, 1995 Torre e grotta. Dal Mito al giardino, 1999, oltre a due guide del complesso museale di Stra, di cui una del Poligrafico e Zecca dello Stato del 2000. Nel 2015 ha pubblicato Paesaggi di villa. Architettura e giardini nel Veneto, con Maria Pia Cunico e Margherita Azzi Visentini. E’ attualmente impegnato in diversi interventi di restauro di importanti giardini storici. Ha recentemente coordinato la redazione dello schema metodologico per lredazione del piano di Gestione di un giardino storico e ha supervisionato le LineGuida per il restauro dei giardini storici allegate al Bando PNRR. Membro dal 2018 del ISCCL dell’Icomos Ifla. 
 
CONSIGLI DI LETTURA 
 
Pietro Andrea Saccardo, Di Domenico Vandelli e della parte ch’ebbe lo Studio padovano nella riforma dell’istruzione superiore del Portogallo nel Settecento. Notizie raccolte da P.A.Saccardo, manoscritto digitalizzato, Archivio dell’Orto botanico dell’Università di Padova: https://phaidra.cab.unipd.it/detail/o:477024
 
Cristina Castel-Branco (editor), Botanic Gardens of Ajuda, Lisbona, Jardim Botânico da Ajuda 1999
 
Joâo Brigola, Il naturalista padovano Domenico Vandelli (1735-1816) e la creazione di Musei di Storia naturale e giardini botanici in Portogallo, 2003.
 
Giacomo Savorgnan di Brazzà, Giornale di viaggio (1 dicembre 1883- 31 dicembre 1885), a cura di Elisabetta Mori e Fabiana Savorgnan di Brazzà, Firenze, Olschki 2008
 
Paolo Cornaglia, Budapest architettura, città e giardini tra XIX e XX secolo, Celid Torino 2013
 
Alberta Campitelli, Ville e giardini d’Italia tra natura e artificio, Milano, Jaca Book 2019. In particolare il capitolo, I giardini di collezioni, pp. 291-323
 
Massimo Visone, Il parco della Mostra d’Oltremare: un giardino storico nel panorama internazionale, in La Mostra d’Oltremare nella Napoli occidentale Ricerche storiche e restauro del moderno, a cura di Aldo Aveta, Alessandro Castagnaro, Fabio Mangone, Napoli, editori Paparo 2021, pp. 299-309. © 2021 FedOAPress – Federico II University Press – Università degli Studi di Napoli Federico II 
 
Beatrice Falcucci, “Il progetto di una completa e ordinata esplorazione del territorio”: collezioni e
saperi coloniali negli istituti, erbari e giardini botanici italiani da Romualdo Pirotta a Giuseppe Vedovato, in Archivi e Patrimonio agrario. Conferenza Internazionale, Firenze 6 - 7 Settembre 2021,
a cura di Annantonia Martorano e Marco Napoli, Lucca, Civita Editoriale 2022
 
Amitav Ghosh, La maledizione della noce moscata. Parabole per un pianeta in crisi, Vicenza, Neri Pozza Editore 2022
 
Paola Caridi, Il gelso di Gerusalemme. L'altra storia raccontata dagli alberi, Milano, Feltrinelli 2024
 
Lauro Marchetti, Memorie di Ninfa, Vincitore del Premio Campiello Natura 2025, Torino, Allemandi 2024
 
Giuliana Tomasella (a cura di), Collezioni coloniali in Italia e nel contesto europeo: persistenze e trasformazioni, Firenze, EDIFIR 2025
 
 
 
 

Gli articoli-guida della Costituzione per chi ha veramente a cuore il sistema terra+natura+animali+uomini 

ARTICOLO 9, COSTITUZIONE ITALIANA
“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.” www.senato.it  
 
ARTICOLO 41, COSTITUZIONE ITALIANA
“L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali.” www.senato.it